Ultima modifica: 13 Novembre 2018

Chi ha meno dà di più

Incontro con Saif alla scuola secondaria

Mercoledì 7 novembre, nella nostra scuola, abbiamo incontrato Saif Eddine Abouabid, un
trentaquattrenne immigrato in Italia dal Marocco, all’età di tre anni. Saif è il primo di sette figli; è
riuscito a riscattare se stesso e tutta la sua famiglia, laureandosi in Economia e Scienze della
Formazione. Oggi vive a Milano.
Ci ha raccontato della sua famiglia e della loro vita da immigrati: suo padre è arrivato nel 1979 e ha
fatto molti lavori umili, fra cui il “vu cumpra’ “. Qualche anno dopo è arrivato anche Saif. Hanno
vissuto per molti anni a Modena. Suo padre faceva il venditore ambulante e tutti i fine settimana,
quando Saif era piccolo, andava in Kosovo, quando c’era la guerra, per fare volontariato. Ispirato
dal padre dopo lo tsunami che si era abbattuto in Asia, Saif si è recato in Sri Lanka ad aiutare le
popolazioni colpite dal cataclisma. Nello stesso periodo capisce il vero volto del male e della
povertà. Decide quindi di dedicarsi a fare del bene alle persone e di trasformare questo suo impegno
nel suo lavoro. Tutti i suoi fratelli oggi sono laureati e hanno un buon lavoro tranne il più piccolo,
che sta concludendo il liceo scientifico.
Saif ci ha raccontato che seppur in difficoltà suo padre ripeteva sempre che le cose che non
dovevano mancare a casa erano “un piatto di pasta, delle scarpe e un libro per studiare”. Anche se
poveri avevano tutto, perché avevano una famiglia. Ci ha raccontato di come è scoppiata la guerra
in Siria: dei bambini, vedendo i dibattiti e le discussioni politiche alla televisione sul regime, hanno
scritto sui muri delle scuole e delle città “Abbasso il regime” con delle bombolette spray. Quei
bambini vennero portati in commissariato e dopo due giorni i loro corpi furono ritrovati dai loro
genitori fuori dalla porta di casa, ricoperti di lividi. Sconvolti dall’accaduto, gli abitanti del paese,
che già mal sopportavano il regime, si ribellarono a tale violenza e iniziarono a protestare; scoppiò
così la guerra civile che dura ormai da otto anni e che costringe migliaia di persone ad abbandonare
la loro terra per salvarsi la vita. Saif ci ha ripetuto più volte che nessuno lascia la propria terra se
non è costretto per salvarsi la vita.
Ci ha parlato dell’Islam, una religione che si basa sulla conoscenza e sulla convivenza pacifica; ci
siamo meravigliati della passione con cui ha parlato della sua religione e ci ha fatto capire che se
interpretata in modo sbagliato può portare alla guerra religiosa, ma se conosciuta e vissuta
correttamente porta ad un miglior modo di vivere la vita, il dono più grande che Dio ci ha fatto.
Saif si dedica agli altri, ad aiutare le persone in difficoltà. Ci ha stupiti perché non è da tutti fare il
bene delle persone e renderlo il proprio lavoro. Lui che aveva meno, ha dato di più.

Gabriele C., Alice D., Silvia M. e gli alunni della classe 3A